INTERVISTA CON IL PROF. CLETO VELLER FORNASA
direttore dell’unità operativa di dermatologia
U.L.SS. N. 6 “vICENZA”
Il 3 maggio 2008 torna la giornata di prevenzione dei tumori della pelle.
L’iniziativa ha lo scopo di avvicinare lo specialista dermatologo al paziente in modo da rendere più efficaci le strategie di prevenzione e di diagnosi precoce dei tumori della pelle maggiormente pericolosi: il melanoma e i carcinomi cutanei .
Queste neoplasie, raramente a rapido sviluppo, hanno origine da componenti diverse della cute, sono facilmente individuabili e il più delle volte facilmente eradicabili.
I tumori cutanei rappresentano in Italia oltre il 16% del totale dei tumori diagnosticati, e tra questi il melanoma, di gran lunga il più aggressivo ne costituisce circa il 5% ( 1,6% di tutti i tumori diagnosticati nei maschi e 2,1% di quelli diagnosticati nelle donne negli anni 1998-2002).
La gran parte (95%) delle neoplasie cutanee diagnosticate, pertanto, non sono melanomi ma altri tumori per lo più benigni che esprimono, tutti insieme, una mortalità assai inferiore a quella del melanoma da solo. Sono neoplasie che si localizzano per lo più alle parti scoperte (cuoio capelluto, volto, collo, spalle), quindi particolarmente visibili fin dalle prime fasi (precancerosi) del loro sviluppo.
Sì, in particolare per quanto riguarda il melanoma si segnala una incidenza significativamente aumentata negli ultimi cinquant'anni con un incremento del 5-7% annuo nei paesi occidentali industrializzati interessando una fascia di popolazione relativamente giovane visto che nel 50% dei casi viene diagnosticato entro i 59 anni di età.
I dati del Veneto e di Vicenza in particolare non si discostano molto da quelli nazionali indicando negli anni 1998-2001 la prevalenza del melanoma tra tutti i tumori diagnosticati intorno al 2% nel maschio e 3% nella donna.
In Italia nel 2002 su 3.143 nuovi casi di melanoma diagnosticati tra i maschi e 2.851 tra le femmine si sono verificati 849 decessi di pazienti uomini e 633 di pazienti donne.
Come si diceva, per il fatto di essere visibili le neoplasie cutanee dovrebbero essere precocemente riconosciute ed asportate in fase iniziale con probabilità per i pazienti di guarigione elevatissima.
Purtroppo, invece, o per ataviche erronee credenze ( per carità, mai toccare i nei!) o per localizzazione dei tumori in sedi di difficile osservazione (spazio interdigitale dei piedi, regione interglutea, cuoio capelluto ecc.) o per negligenza/disinformazione dei soggetti interessati, capita che queste neoplasie siano talvolta trascurate rendendole responsabili nel nostro paese di oltre 1400 decessi/anno.
A Vicenza, da parte degli specialisti convenzionati interessati è in fase di organizzazione una ristrutturazione degli accessi dei pazienti con neoformazioni neoplastiche della cute che prevede la stretta collaborazione dei Medici di Medicina Generale, dei Dermatologi e dei Chirurghi plastici dell’Ospedale, degli ambulatori dell’Ulss e delle strutture convenzionate. I pazienti avranno accesso per una visita agli ambulatori di primo livello e, in caso di necessità, sarà eseguita loro una indagine videodermatoscopica con successiva eventuale asportazione della lesione.
Una saggia campagna educativa della popolazione insieme alla disponibilità degli specialisti e la collaborazione del Medico di Medicina Generale è necessaria affinchè le strutture non siano sovraccaricate dalle richieste di visita con il conseguente allungamento dei tempi di attesa.
Questo breve articolo si inserisce per l’appunto in tale progetto educativo e vuole dare delle indicazioni sulla problematica dei tumori della pelle e del melanoma in particolare.
In linea di massima è la lesione “diversa” che deve destare sospetti: tutti abbiamo decine o centinaia di nei/neoformazioni sulla nostra pelle, e in genere queste neoformazioni sono tutte di uno/due tipi simili tra loro, quando una di esse è diversa dalle altre o si comporta in modo differente è bene farla vedere.
Fondamentale è ricordare l’A-B-C del melanoma, cioè i caratteri della neoformazione che devono indurre ad un controllo specialistico:
Asimmetria: il melanoma tende ad essere asimmetrico mentre i nei sono simmetrici
Bordi irregolari: il melanoma ha bordi irregolari e frastagliati, i nei hanno bordi uniformi
Colore disomogeneo: il melanoma ha presenza di colore variabile dal nero al rosso, i nei normalmente hanno un unico colore uniforme
Diametro superiore ai 6 mm: il melanoma in genere ha misure superiori ai 6 mm al contrario dei nei
Evoluzione: la rapida comparsa di uno dei caratteri (A-B-C-D) precedentemente detti in una macchia preesistente o l’insorgenza di una lesione ex novo con tali caratteristiche deve indurre sospetti
Ovviamente la contemporanea presenza di più di uno di tali markers in un’unica lesione rendono quest’ultima degna di maggior considerazione.
I più noti fattori di rischio per il melanoma sono:
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le ustioni solari contratte da bambini
esposizioni solari brevi, intense e multiple
la carnagione chiara
la presenza di numerosissimi nei
la presenza sulla pelle di particolari nei chiamati nevi displastici
la familiarità per melanoma.
Si può ancora confermare che il melanoma, salvo casi eccezionali, ha normalmente tempi di sviluppo lunghi, e che nelle fasi iniziali di estensione superficiale può essere tolto con una aspettativa di sopravvivenza per i pazienti praticamente sovrapponibile a quella della popolazione sana.
Ne consegue, salvo rare eccezioni, che i comuni tempi di attesa per una visita ambulatoriale non pregiudicano il futuro andamento clinico del paziente.
E’ utile saper che
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chi ha molti nei può esporsi al sole come chiunque altro
i traumi e le ferite di un neo non ne inducono la trasformazione in melanoma,
l’asportazione di un neo non rappresenta alcun pericolo,
nel sospetto di melanoma si deve intervenire chirurgicamente
talvolta la certezza della diagnosi è data solo dall’esame istologico successivo all’asportazione della lesione.