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"Storie in corte" di Tommasino Giaretta alla terza ristampa
Villa Ca' Prigioni a Quinto Vicentino gremita in ogni ordine di posto per salutare il ritorno in libreria di "Storie in corte" giunto alla terza ristampa ad appena 6 anni dalla sua pubblicazione.
L'iniziativa è partita dall'Ufficio Cultura della Giunta regionale che ha deliberato di collocare il volume nelle principali biblioteche civiche ed enti culturali del Veneto.

Un significativo riconoscimento per l'Editrice Veneta S.a.s. diretta da Davide Mazzarol che ha curato la pubblicazione del volume corredandolo di una nuova post-fazione che appare sulla retrocopertina. Ma gli applausi delle oltre duecento persone convenute a Ca' Prigioni sono stati per l'autore Tommasino Giaretta, collaboratore da un ventennio del Giornale di Vicenza, che con i suoi racconti ha stabilito in pochi anni un feeling diretto con un sempre più crescente numero di lettori varcando i confini non solo del Vicentino.

Oltre alle tre ristampe di "Storie in corte" l'autore di Quinto Vicentino ha presentato con altrettanto successo nel 2003 "Storia memoria" e nel 2005 "Orapronobi" scelto e premiato lo scorso anno dal medesimo Ufficio cultura della Regione.
Alla serata, assieme all'autore, erano presenti l'assessore provinciale alla cultura e all'identità veneta, Martino Bonotto, il sindaco di Quinto Secondo Pillan che ha fatto gli onori di casa e Bianca Perosa voce recitante.

Con "Storie in corte", si torna a vivere in un mondo agreste che non c'è più, ma che così tanto lontano non è. Giaretta riesce a colmare questo spazio temporale senza ricorrere a evocazioni nostalgiche, mandando in scena una rappresentazione in bianco e nero che ai più sembra uscire fuori dal teatro dell'assurdo. L'autore sa combinare in modo naturale l'umorismo e l'ironia che stanno alla base del suo stile di scrittura dove il dialetto, usato con parsimonia ma nella sua piena veracità, si amalgama con la lingua ufficiale dando vita a un linguaggio originalissimo del quale si hanno rari esempi.

Una scrittura semplice e immediata che coinvolge subito il lettore, il quale diventa egli stesso protagonista delle storie narrate e vissute nella grande corte del "casarmòn". E' il luogo d'infanzia di Giaretta, ma pagina dopo pagina diventa la casa natale di ognuno di noi perché l'autore, raccontando le sue storie, indirettamente fa affiorare anche quelle di tutti noi.

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