Caccia: limitazioni e divieti nelle Zone di Protezione Speciale
L’Assessore alla Caccia della Provincia di Vicenza, Gianfranco Zonin, avvisa i cacciatori che è in vigore il decreto legge n. 251, che prevede particolari regole e limitazioni nelle Zps (Zone di Protezione Speciale), primo fra tutte il divieto di pre-apertura della caccia e di addestramento e allenamento dei cani da caccia.
L’Assessore alla Caccia della Provincia di Vicenza, Gianfranco Zonin, avvisa i cacciatori che è in vigore il decreto legge n. 251, che prevede particolari regole e limitazioni nelle Zps (Zone di Protezione Speciale), primo fra tutte il divieto di pre-apertura della caccia e di addestramento e allenamento dei cani da caccia. Le Zps sono aree individuate e perimetrate dalla Regione Veneto per la rilevanza Comunitaria che rivestono, in funzione della presenza e rappresentatività su tali siti di habitat e specie vegetali e animali da tutelare.
Il vicentino conta 6 zone di protezione speciale: - Monti Lessini-Pasubio-Piccole Dolomiti: comprende i territori di Crespadoro, Romano d’Ezzelino, Valli Pasubio, Posina, Laghi, Schio, Velo d’Astico, Santorso e Piovene - Zone umide in Valbrenta: tutto il tratto del fiume Brenta all’interno dell’alveo, da Bassano a Pozzoleone ai confini con Padova - Bosco di Dueville: territori dei Comuni di Dueville, Villaverla e Caldogno - Ex cave di Casale: territorio comunale di Vicenza - Area del massiccio del Grappa: corrisponde ai Comuni di Romano d’Ezzelino, Solagna, San Nazario e Cismon del Grappa - Altopiano dei Sette Comuni: Rotzo, Roana, Asiago, Gallio e Enego
In tutte queste aree, come detto, vige il divieto di pre-apertura dell’attività venatoria, permesso nelle altre zone nei fine settimana del 2 e 3 settembre, 9 e 10 settembre e sabato 16 settembre. Divieto propedeutico, inoltre, di addestramento e allenamento dei cani da caccia. Non si può poi effettuare il ripopolamento a scopo venatorio, abbattere esemplari di pernice bianca, combattente e moretta, e realizzare nuove discariche e trattamento rifiuti. Quest’ultima disposizione, che non è relativa alla caccia ma riguarda più ad ampio raggio la materia ambientale, fa comprendere che si tratta di siti particolarmente delicati e sottoposti quindi a maggiore garanzia. Le sanzioni, ricorda il comandante della Polizia Provinciale Giancarlo Bonavigo, sono pesanti, sia dal punto di vista pecuniario, ad esempio per chi non rispetta il divieto di addestramento cani, ma anche dal punto di vista penale, ad esempio per chi esercita la caccia in pre-apertura.
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